UNA GRANDE ASSENZA/PRESENZA

09.01.2013 00:26

IL 2012 si è concluso con l'enorme perdita di una donna  che ha lasciato traccia nella storia non solo della scienza, una di quelle persone che hanno fatto la storia e che con la loro vita hanno sempre dimostrato la loro coerenza, il loro amore per il sapere, per lo studio, per la ricerca intesa come un fuoco che non lascia spazio alla mediocrità, all'apparenza, al fiinto dimostrare ed apparire, ma mira al cuore di quell'Essere, che Fromm esaltava nella sua filosofia umanista. Chiaro che si sta parlando di Rita Levi Montalcini

Se c'è un libro che ho caro da quando l'ho letto la prima volta, come donna, e prezioso, come educatrice, questo è: "Il tuo futuro - I consigli di un Premio Nobel ai giovani" più efficace di un qualsiasi Andreoli, più profondo di un qualsiasi Savater, autori questi che banali non sono nei loro "Lettera ad un adolescente" o "Etica per un figlio". Lo sanno gli alunni che si sono sicceduti nelle terze, i nipoti ed i figli di amici a cui ho sempre consigliato la lettura come momento importante di crescita. L'anno scorso in un percorso di animazione per le terze, ne ho letto stralci e dalle recensioni dei miei alunni e dei feedback orali di chi ascoltava, si è sempre confermata una dote che in questo libro l'autrice ha avuto e cioè parlare chiaramente e sinceramente, direttamente al singolo adolescente alle soglie di una scelta chee la scuola italiana, a suo dire (e mio) anticipa molto, troppo, direi, i tempi maturazionali.

Del resto, non è un mistero che, troppo impegnati a fare altro, non si è mai attuato nella scuola ciò che anni addietro, da quando studiavo all'università, si andava suggerendo da più parti: procastinare la scelta per le scuole di secondo grado a 16 anni, in una fase in cui si sarebbe magari più maturi per scegliere del proprio futuro.

Lungi da falsi e retorici consigli, memore come i grandi che hanno vissuto appieno la vita, consapevole che forse non si può insegnare se si è dogmaticamente convinti che le scelte fatte siano le migliori ed ancora non si può insegnare se si analizza parzialmente la vita umana ed i suoi aspetti, la Levi Montalcini, da scienziata, nel libro rivive e ci fa rivivere ad ampio respiro la storia dell'uomo, dell'evoluzione dell'uomo, come un'ottima divulgatrice (e chi più di lei potrebbe fare!?) solo per catapultarci nella meraviglia della responsabilità di ciò che ciascuno di noi porta come bagaglio dentro di sè e la capacità di proiettarsi nel futuro a spingere le conoscenze oltre, raccogliendo l'esperienza di chi ci ha preceduto per andare oltre i confini dell'attuale conoscenza.

E' un libro di rimandi, dunque, una conversazione pacata (come la ricordiamo nelle mille interviste esprimersi del resto), in cui si dipana anche la sua storia personale, o meglio la storia di una generazione, la sua, che aveva ben poche speranze, soprattutto se nasceva "femmina". emblematica la storia del gioco dei bottoni: tre bottoni a chiudere il proprio futuro tra "sposa-monaca e zitella" A parte che farci sorridere amaramente e farci sentire fortunate, la Levi Montalcini, mai nostalgica, da donna del suo tempo, mentre ci racconta di non essersi mai arresa, e la sua vita lo dimostra, comprende pure appieno la difficoltà di questo tempo.

Le scelte per i nostri ragazzi si sono centuplicate sì a dismisura, ma la realtà è più complessa, si vivono rischi maggiori di poter tornare indietro della "scelta sbagliata" ( rischio di perseguire lo sbaglio), ed alla "rotta  senso unico" da cui è difficile tornare (dipendenze da droghe, gioco... ). 

Difficile riassumere il senso di un libro che è diretto anche agli adulti nel suggerire di lasciare il diritto di sbagliare ai propri figli, di vederne le fragilità, rafforzando la loro autostima e non pretendendo troppo con aspettative che tolgono loro il respiro. A cercare è la loro e non la nostra felicità! E' incisivo l'affondo con chiarezza nello spinoso tema dei valori, della gerarchia dei valori  e della responsabilità di una intera generazione, quella che precede, quella dell'adulto che getta le basi per la fiducia in se stessi nei giovani ed in una parola per la felicità e realizzazione dei nostri ragazzi. 

Il libro chiude con uno speranzoso "Coraggio e buona fortuna!" al lettore adolescente, una fiducia incrollabile nel genere umano e l'incoraggiamento a non cedere. Gran bel libro edito da Garzanti e doverosa mi era la breve recensione di un tale libro per quello che mi ha dato ed ad ogni rilettura mi dà.

Pensavo a questa lezione che ha lasciato la grande scienziata chissà a quanti oltre a me, quando il 31 Dicembre, un sms di augurio mi è stato spedito da un'amica come augurio per l'anno nuovo. Mi piace girarlo a quanti leggono questo blog e c'è la firma di questa piccola grande donna: 

"Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi  alla mediocrità, bensì uscire da quella "zona grigia" in cui tutto è abitdine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi" (Rita Levi Montalcini).

Se la vita, come spesso penso, talvolta, come questa, si rivela un insieme fortuito o meno di coincidenze, questa è una di quelle :)

Il mio augurio a tutti noi che questo pensiero sia il vademecum di quanti, uomini e donne, sentono di vivere un difficile momento storico, a quanti educatori, genitorii vanno cercando un mondo ed un modo per vivere migliore per noi ed i nostri ragazzi, o semplicemente per quanti a volte avrebbero voglia di mollare tutto e di arrendersi.